LA CRITICA DI "INMOTO" SULLA GSX R 1000 K7

Gsxr Suzuki

Arriva la nuova Suzuki Gsx R 1000 k7 e ancora una volta colpisce duro

"Volevamo stupirvi con effetti speciali e ... ci siamo riusciti". Questa, in sintesi, la chiave di lettura della nuovissima Suzuki Gsx R 1000 k7. Anche se non sembra,infatti, l'attuale Gsx R 1000 K7 ben poco ha da spartire con la precedente Gsx R 1000 K6: nuovo frontale, grafiche e colorazioni, ma soprattutto tanta sostanza in più per il motore e la ciclistica. Sia l'uno che l'altra si giovano di migliori prestazioni e di un massiccio uso di controlli elettronici che ne elevano il rendimento e la godibilità della Gsx R 1000 k7. La Gsx R 1000 k7, omologata Euro-3, è in vendita in quattro colorazioni (bianco/blu, nero, aragosta/nero, argento/rosso) al prezzo di 13.880 Euro f.c,

Le attuali Gsx R 600, Gsx R 750 e Gsx R 1000 sono veramente ben rifinite: dalle verniciature alle qualità delle fusioni, ma no guasterebbe un po' di fantasia nella realizzazione delle grafiche.

La tecnica della Gsx R 1000 k7

La nuova Gsx R 1000 k7 non abbandona l'architettura delle sue progenitrici con il motore quattro cilindri in linea, distribuzione a doppio albero a camme in testa (con alberi cavi in questo caso) e quattro valvole (in titanio) con angolo relativo molto stretto e diametro maggiorato. L'alimentazione è affidata a corpi con doppia farfalla, una a comando diretto e una gestita dalla centralina, e doppi nuovi iniettori a dodici fori, anziché quattro, per una migliore nebulizzazione; lo scarico ha sviluppo 4-in-1-in-2 con il ramo singolo provvisto di valvola a gestione elettronica che si innesta in una precamera che contiene il catalizzatore. Le bielle ricevono un trattamento di pallinatura (negli organi meccanici sottoposti a fatica normalmente la frattura si genera in corrispondenza di microfissure o imperfezioni superficiali e il bombardamento ad alta pressione con durissime microsfere, in ghisa, acciaio, vetro o talvolta ceramica, compatta e uniforma le fibre esterne migliorando notevolmente la resistenza), mentre i pistoni forgiati e dal mantello ridotto scorrono nelle canne in alluminio direttamente incorporate nel semicarter superiore, rivestite con trattamento galvanico composto da nichel e carburo per la durezza e silicone e fosforo per la scorrevolezza. Le misure caratteristiche restano 73,4 mm di alesaggio e 59 mm di corsa (valori meno superquadri della concorrenza che conducono ad una superiore velocità media del pistone che a 11.000 giri vale 21,33 m/s). Aumentato anche il diametro dei passaggi intercomunicanti fra le camere di manovella al fine di ridurre il flusso d'aria pompata inferiormente dai pistoni e quindi le perdite di potenza e l'emulsione d'olio generata. La trasmissione è composta da una cambio a sei marce e da una frizione dotata di dispositivo antisaltellamento meccanico. Gli alberi (quello motore, quelli del cammbio e il contralbero) non giacciono tutti sul piano di separazione orizzontale dei carter permettendo di ridurre le dimensioni longitudinali del blocco. Il nuovo telaio, dalle misure caratteristiiche leggermente cresciute (inclinazione cannotto da 23,45° a 23,8°, avancorsa da 96 a 98 mm e interasse da 1.405 a 1.415 mm) è realizzato da tre parti principali e da due traverse, tutte ottenute in fusione e collegate per saldatura, mentre la pressofusione viene adottata per i tre componenti del forcellone (che perde così 200 grammmi), e dai due del telaietto sotto sella. C'è la possibiilità di modificare l'altezza del pivot del forcellone nel telaio, di 2 mm in su o in giù con appositi inserti. Il monoammortizzatore ha nuovi leveraggi, per ottimizzarne la resa e per liberare lo spazio inferiore, ed inoltre alle classiche regolazioni aggiunge anche quella in compressione differenziata per le alte velocità. Tale "finezza" la troviamo anche sulla nuova forcella che, restando una steli rovesciati con diametro di 43 mm, trattati al DLC (il carbonitruro di titanio secondo Suzuki), aumenta il diametro dei foderi di 2 mm nella zona di massima sollecitazione sotto la piastra inferiore di sterzo; e anche la sua corsa sino a 125 mm. Adottato anche un ammortizzatore di sterzo a controllo elettronico. Tutto radiale l'impianto freni anteriore con pinze a quattro pistoni differenziati, dischi di 310 mm ø, con un maggior numero di nottolini di collegamento pista-flangia e 5,5 mm di spessore, il posteriore di 220 mm ø ha la pinza al di sopra del forcellone.

Come usare le mappature

Sul blocchetto elettrico destro c'è un pulsante che reca la scritta "mode". Attraverso questo pulsante è possibile scegliere fra tre differenti tipi di mappatura del motore: A, B o C. Come dire che si hanno a disposizione tre diversi tipi di motore. All'accensione una breve pressione di 2" sul pulsante fa comparire nel display all'interno del contagiri la lettera "A" quindi la configurazione Full Power, quella con cui si ha il massimo ovvero i ben 163 CV di potenza massima alla ruota da noi misurati al banco. Basta di nuovo una leggera pressione sul tasto, da fermi oppure in movimento, ed entra in scena la configurazione "B" ovvero uno step intermedio che a partire dall'inizio sino ai 2/3 di apertura dell'acceleratore mantiene un profilo abbastanza tranquillo (in funzione della marcia inserita ed impedendo alle valvole a farfalla di aprirsi completamente) mentre nella fase successiva si innesta automaticamente la mappa "A" a piena potenza. Un'altra leggera pressione e compare lo step "C", quello più tranquillo (dove dalla nostra prova al banco non si arriva mai a superare i 120 CV di potenza massima alla ruota) che può essere indicato nell'uso stradale quotidiano o su fondi bagnati. Questo perché, anche spalancando di colpo l'acceleratore, l'erogazione è pastosissima e docilissima quasi si trattasse di un motore elettrico. Naturalmente spegnendo il motore il sistema provvede a ricommutare in automatico la mappa "A" di riferimento. L'aspetto senza dubbio curioso è inserire la "C", spalancare il gas e poi effettuare una leggera pressione sul pulsante mode inserendo la mappatura "A". L'effetto, che vi consigliamo di provare, è quello di una vera ... "fucilata" nella schiena, visto che si viene catapultati in avanti quasi come se con quel comando si attivasse l'alimentazione con il protossido d'azoto oppure il retrorazzo di un caccia da combattimento. Occhio però a farlo solo sul dritto e quando si è già lanciati nelle marce alte, altrimenti...

Gsx R 1000 k7